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NUOVA MISSIONE IN IRAN PER IL PRESIDENTE URSO

NUOVA MISSIONE IN IRAN PER IL PRESIDENTE URSO

Il Presidente Urso si recherà il prossimo 26 settembre a Teheran. – “E’ cambiato lo scenario, non più quello del timore ma uno scenario della speranza rispetto ad un mercato che finalmente si potrebbe riaprire; La grande cultura storica dell’Iran dove la si riconosce? Dal fatto che a differenza di altre aree dell’islam, non si abbatte e non si cancella il passato, l’iraniano non cancella mai il proprio passato, perché è consapevole di essere persiano che è qualcosa di diverso dall’essere arabo. Sicuramente è importante concepire quel Paese come un ponte dell’occidente verso il grande Medio Oriente e verso il Levante. Un ponte importante storico-culturale, economico, commerciale e imprenditoriale.”

sabina 16 settembre 2015 Lascia un commento Permalink

LE NUOVE ROTTE DEL LEVANTE – Le imprese meridionali e la sfida dell’internazionalizzazione

Il Presidente Adolfo Urso parteciperà domani al meeting internazionale “LE NUOVE ROTTE DEL LEVANTE – Le imprese meridionali e la sfida dell’internazionalizzazione” organizzato dalla società IWS in collaborazione con Fiera del Levante, Camera di Commercio di Bari e POLIS Avvocati, il convegno avrà inizio alle ore 9  presso la Fiera del Levante, padiglione Unioncamere

Le imprese meridionali e la sfida dell'internazionalizzazione

sabina 14 settembre 2015 Lascia un commento Permalink

ACCORDO IRAN, UNA GRANDE SPERANZA

Carissimo,
l’annunciato oggi a Vienna apre una nuova fase storica nei rapporti con l’Iran e consentirà alla Comunità internazionale di fronteggiare meglio il terrorismo islamico. Abbiamo sempre creduto che questo fosse possibile ed auspicabile, nell’interesse dell’Italia e dell’Europa e dei popoli martoriati del Grande Medio Oriente. Insieme possiamo farcela.

Per questo come Fondazione Farefuturo abbiamo realizzato documenti e meeting e mi sono recato più volte personalmente a Tehran, dove peraltro sarò anche sabato prossimo. Troverò una città è un popolo in festa, milioni di giovani hanno sperato che ciò accadesse ed oggi ci guardano con speranza.

Per le imprese italiane inizia una nuova fase, l’Italia era il primo partner europeo prima delle sanzioni, nel frattempo ne hanno approfittato Cina, Turchia, Russia, ma torneremo a riprendere il nostro ruolo perché gli iraniani  ancora oggi preferiscono prodotti e imprese italiane. Un grande mercato dalle enormi potenzialità, proprio quello che era necessario per arginare la crisi interna.
Forza: finalmente una buona notizia in un panorama davvero difficile e sconfortante.
Adolfo Urso

INDAGINE SUGLI EFFETTI DELLE SANZIONI PERCEPITI DAGLI ITALIANI

A corredo del convegno internazionale sulle sanzioni la Fondazione Farefuturo ha voluto sondare la percezione da parte dei cittadini delle sanzioni come strumento di geopolitica e la conoscenza degli effetti che queste producono nei paesi interessati.Il Questionario, volutamente non tecnico, ha evidenziato diversi inaspettati risultati. In particolare la strumento delle sanzioni risulta conosciuto da la grande maggioranza dei cittadini, anche se poi in domande di dettaglio leggermente superiore emerge una sostanziale non conoscenza degli effetti che queste creano nei paesi destinatari. A volte nell’opinione pubblica sembrerebbero sottovalutati gli effetti delle sanzioni, che sappiamo essere devastanti soprattutto tra i ceti meno abbienti della popolazione, aspetto che risulta quasi trascurato.Rispetto ad altre misure di geopolitica, ad esempio una misura di intervento militare negli scenari mondiali che ha effetti molto marcati sulla sensibilità popolare, un provvedimento sanzionatorio, che a volte può avere durata anche decennale e pluridecennale, non viene percepito nella sua complessiva gravità economica e soprattutto sociale.Nel set di domande che riguardano i paesi studiati dal convegno emergono tra le altre cose due tendenze.

La prima.

Il campione intervistato gradirebbe una rapida rimozione delle sanzioni verso la Russia, non comprendendo le motivazioni di base che hanno dato origine ai provvedimenti sanzionatori e palesa una sorta di vicinanza socio culturale verso il popolo Russo. Tale atteggiamento si ripropone, in una percentuale anch’essa significativa, anche nei confronti dell’Iran, mentre più contrastato è l’atteggiamento nei confronti di Eritrea e Sudan.

La seconda.

Nel caso di Sudan ed Eritrea il grado di conoscenza delle motivazioni sanzionatorie e degli effetti sulla popolazione delle sanzioni stesse appare molto ridotto.  Ciò influisce sulla propensione della rimozione delle sanzione certamente influenzata dai recenti sviluppi del panorama migratorio di queste popolazioni e dalla guerra religiosa in corso.