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Nuove politiche per l’immigrazione

22 settembre 2010 | Commenti disabilitati su Nuove politiche per l’immigrazione

In questo volume sono stati raccolti gli interventi della seconda edizione dei “Dialoghi asolani”, dedicata a Le nuove politiche per l’immigrazione. Sfide e opportunità. Con questa iniziativa, le fondazioni Farefuturo e Italianieuropei hanno avviato una riflessione comune intorno a una questione cruciale dell’agenda politica nazionale ed europea, convinte che l’Italia debba adottare, dinnanzi al fenomeno migratorio e alla sua crescente importanza nella società e nell’economia, un modello di integrazione organico e adeguato alla rilevanza delle sfide attuali.

Lo sforzo congiunto delle due fondazioni è stato anzitutto metodologico e si è ispirato alla necessità
di “depoliticizzare” la questione immigrazione, evitando che l’analisi potesse essere condizionata da giudizi di parte, allo scopo di tratteggiare i contorni di uno spazio condiviso nel quale pensare strategicamente. I contributi raccolti hanno pertanto un minimo comune denominatore nella percezione del fenomeno migratorio come dato strutturale della società italiana e nel conseguente realismo suggerito dai numeri e dalle tendenze dell’immigrazione. Un realismo che tuttavia sconsiglia di negare le difficoltà, in quanto anche nelle democrazie mature non si è immuni da sentimenti di disagio quando ci si deve confrontare con gruppi di origine e identità diverse. Accogliere milioni di persone che portano con sé culture, religioni, abitudini differenti è una sfida, forse la più complessa delle sfide indotte dalla globalizzazione. In questa prospettiva è necessario

rinvigorire i legami comunitari e ricostituire quella fiducia che rende possibile il patto di cittadinanza e la sua estensione ai nuovi italiani. La lezione di Asolo, in definitiva, è questa: l’Italia è ormai un paese multietnico, con fenomeni migratori strutturali e con percentuali di immigrati pari alla media europea. Deve pertanto dotarsi di robuste politiche di integrazione poiché oggi non ha più senso obbedire a una logica di tipo emergenziale né si possono sostenere visioni approssimative o ideologiche. Le soluzioni trascendono l’ordinaria amministrazione e non sono di semplice elaborazione. È la cultura politica italiana a essere interrogata al riguardo ed è il progetto che il paese ha di se stesso ciò di cui si parla.

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