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Fare Italia nel mondo

26 giugno 2009 | Commenti disabilitati su Fare Italia nel mondo

 A vent’anni dalla caduta del muro di Berlino, il mondo appare ancora lontano da un equilibrio stabile. Né il modello unipolare fondato sull’egemonia soft americana, né l’utopistica governance mondiale basata sul trasferimento di sovranità verso le organizzazioni multilaterali hanno saputo generare un nuovo sistema internazionale capace di produrre sicurezza, sviluppo e prosperità condivise. Una delle cause d’instabilità è il continuo processo di rapida redistribuzione della potenza politica ed economica che, aggravato dalla turbo-globalizzazione degli anni novanta, ha contribuito non solo a provocare l’attuale recessione mondiale, ma anche ad aggravare la crisi della coesione politica dell’Occidente.

Tuttavia, negli ultimi anni si è potuta osservare un’inversione di tendenza. Dopo gli attentati dell’11 settembre 2001, ma ancora di più dopo l’inizio della crisi economica mondiale, gli Stati sono ritornati progressivamente al centro delle relazioni internazionali sia politiche sia economiche permettendo di ipotizzare il ritorno a una qualche forma di equilibrio basato sui rapporti tra grandi potenze e alleanze. In campo economico, nel corso del 2008 gli Stati sono dovuti intervenire massicciamente per evitare che la crisi divenisse depressione. Nel mondo post-globale che si sta delineando, l’Italia deve prendere coscienza del proprio ruolo di media potenza inserita in un contesto mondiale fluido e incerto, accettando i limiti della propria condizione ma preparandosi anche a coglierne le opportunità.

Il presente Rapporto non mira semplicemente a descrivere le condizioni del pianeta in cui ci troviamo. Ambisce a individuare gli interessi nazionali del nostro Paese e a orientarne le scelte sul terreno decisivo della politica estera. Stando alle sue conclusioni, l’Italia deve occuparsi maggiormente della politica internazionale, dedicare più risorse all’internazionalizzazione economica, manifestare più coraggio e consapevolezza nell’inviare i suoi militari nelle aree di crisi, intensificare la propria azione di cooperazione allo sviluppo e investire con determinazione nell’esportazione della propria cultura. Un contributo fondamentale per chiunque intenda arginare la filosofia del declino inesorabile del nostro Paese attraverso il rilancio dell’azione dell’Italia nel mondo.

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