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Documenti – Position Paper

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Metti la tua firma per un’Italia orgogliosa e consapevole

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Noi amiamo l’Italia, la nostra Patria e la vogliamo orgogliosa e consapevole, unita nelle sue differenze, civile e generosa, tollerante ed accogliente; una Nazione di cittadini liberi, che credono nell’etica della responsabilità.

Noi vogliamo un’Italia in cui i cittadini che fanno il loro dovere godano di diritti certi, garantiti da uno Stato più efficiente e meno invadente, senza burocrazia e clientele.

Un’Italia protagonista e competitiva nel mondo, aperta al mercato e alla concorrenza.

Un’Italia intransigente contro la corruzione e contro tutte le mafie, che promuova la legalità, l’etica pubblica e il senso civico.

Un’Italia del merito, senza privilegi, caste e rendite di posizione, dove tutti abbiano uguali opportunità e vengano premiati i più capaci.

Un’Italia solidale, attenta ai più deboli e agli anziani, fondata sulla sussidiarietà, che valorizzi l’associazionismo e il volontariato.

Un’Italia rispettosa della dignità di ogni persona, cosciente della funzione educativa e sociale della famiglia, garante dei diritti civili di ognuno.

Un’Italia che difenda e valorizzi l’ambiente, il paesaggio, le bellezze naturali, il suo straordinario patrimonio culturale e storico.

Un’Italia che rimetta in moto lo sviluppo economico puntando sulle imprese, sui giovani e sulle donne, sull’economia verde, sullo sviluppo della rete, un’Italia che produca più ricchezza e garantisca una maggiore qualità della vita.

Un’Italia che investa nella cultura, nella formazione e nella ricerca, nella scuola e nell’università: un’Italia che promuova l’innovazione, le infrastrutture immateriali e dove arte, cinema, musica e teatro siano motore della crescita.

Un’Italia severa con chi vìola le leggi, attenta alla sicurezza dei cittadini; un’Italia con un fisco equo, che sanzioni l’abusivismo e l’evasione fiscale, che combatta parassiti e furbi e premi la dignità del lavoro.

Un’Italia in cui la politica non sia solo scontro e propaganda, ma si ispiri a valori e programmi per garantire l’interesse nazionale e il bene comune.

Un’Italia che abbia un futuro di libertà.

La nostra Italia.

Documento Per il Sud

La preoccupante e generale caduta di attenzione nei confronti del Mezzogiorno vede, più o meno inconsapevolmente, lo stesso Mezzogiorno in buona parte corresponsabile.

Se è vero che negli ultimi dieci anni i trasferimenti dal centro verso le aree tradizionalmente in ritardo di sviluppo – così come i grandi investimenti pubblici – si sono rivelati ampiamente insufficienti, è pur vero tuttavia che le risorse nazionali, endogene, o europee gestite localmente sono state in larga parte poco e male utilizzate. Occorre spostare l’attenzione dalle rivendicazioni quantitative alla qualità dei risultati prodotti. Il Sud Italia cresce meno, proporzionalmente alle risorse impiegate, delle altre regioni Obiettivo Convergenza dell’Unione a 27, e qui si annidano tutti i maggiori casi, nazionali ed in parte europei, di inquietante asimmetria trai costi medi dei servizi pubblici e la loro qualità, tra i costi degli apparati amministrativi e la loro efficienza, tra l’impiego di risorse pubbliche a sostegno di processi – spesso solo virtuali – di modernizzazione, crescita, attrazione di investimenti, buona occupazione. La drammatica crisi economica in corso rischia, tra l’altro, di provocare effetti peggiori proprio laddove il tessuto economico – produttivo appare più fragile, con conseguenze sociali difficilmente immaginabili e gestibili. Il capitale sociale è ai minimi storici, così come la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, e gli spazi lasciati vuoti dalla buona politica e da un corretto funzionamento del mercato vengono riempiti impropriamente e aggressivamente dalla criminalità organizzata e dalle sue sempre più inquietanti e moderne articolazioni. Una classe dirigente diffusa che, dopo quindici anni, presenti un simile bilancio complessivo rischia di non avere autorevolezza e credibilità per opporsi a scelte, “anche le più perverse “, che potrebbero riguardare alcune fuorvianti interpretazioni del federalismo fiscale, della destinazione dei grandi investimenti nazionali per le opere pubbliche, dell’utilizzo dei fondi per le aree sottosviluppate, dell’impiego del Fondo Sociale Europeo.

Se non si dà il senso di una profonda autocorrezione, dal Mezzogiorno, nelle scelte, nelle pratiche, negli orientamenti, e nelle politiche di governo locale, diviene impossibile il rilancio, in termini culturali e dialettici prima ancora che economici e istituzionali, di una nuova e moderna Questione Meridionale che abbia l’ambizione di parlare all’intero Paese ponendosi anche come grande tema geoeconomico continentale. Per questo occorre rinnovare, nel Sud, le istituzioni, la politica e le classi dirigenti, recuperando uno spirito, una capacità di progettazione, una vocazione realizzativa e stili oggi diffusamente inadeguati. Basta con il pigro continuismo, la stanca gestione fine a se stessa della spesa pubblica, la mera denuncia e la proclamazione di nuovi obiettivi che, seppur giusti e condivisibili, restano sempre disattesi. È improcrastinabile un radicale cambiamento per scongiurare l’inasprimento del solco che va approfondendosi con il resto del paese ed impedire che il Mezzogiorno continui a frenare lo sviluppo dell’intero paese. Le questioni principali da affrontare possono essere individuate nelle seguenti:

1. Miglioramento della qualità delle istituzioni per affrontare la questione cruciale della riforma della governance regionale, in grado di assicurare una corretta amministrazione del territorio, una responsabilità fiscale delle autonomie locali, una gestione efficiente dei servizi.

2. Contrasto all’illegalità e al sommerso, non solo attraverso le forme tradizionali di repressione, ma migliorando la qualità dello sviluppo economico e sociale per affrontare in modo nuovo e indipendente dalle clientele la scelta e le modalità di finanziamento dei progetti per contrastare l’illegalità e combattere il sommerso.

3. Sostegno al capitale umano per far crescere la responsabilità degli individui e promuovere una crescita economica dal basso, più stabile, duratura e, specie, condivisa. È giunto il momento del cambio di rotta perché, tra il nuovo ciclo di spesa 2007 – 2013, l’avvio dei programmi legati alla neonata Unione per il Mediterraneo, la riprogrammazione del FSE e il dibattito sulla territorializzazione della fiscalità, siamo di fronte ad un contesto difficile di azioni e strumenti, nazionali ed europei, che va affrontato con serietà, idee strutturate, scelte politiche precise, competenze. Occorre maturare una visione di insieme della macroregione Mezzogiorno, e da essa farne discendere pochi, integrati, misurabili programmi di sviluppo. Occorre individuare tre – quattro grandi opere infrastrutturali sovraregionali che incrocino le politiche europee dei Corridoi e delle Reti. Puntare sul trasferimento tecnologico e su robuste iniezioni di conoscenza nel processo produttivo, sperimentare strumenti finanziari innovativi che accompagnino sul mercato idee e brevetti, saper attrarre capitali e investimenti puntando sulle eccellenze del territorio, mettere in valore le grandi risorse turistiche, naturali ed ambientali, con un approccio dinamico e competitivo. È altresì indispensabile scegliere l’asset Energia e il grande campo della green economy per una storica sfida di riconversione di parti significative del tessuto produttivo locale. E, ancora, occorre stringere sul decollo delle Zone Franche Urbane, mettere in campo il coraggio di produrre robuste riforme degli apparati amministrativi, preparare una vera e propria rivoluzione del settore della formazione professionale affinché vi siano, finalmente, vere e utili politiche attive per il lavoro caratterizzate da qualità, legalità, trasparenza. Altre priorità su cui concentrare l’attenzione: pari opportunità, Agenda di Lisbona, banda larga e innovazione tecnologica, internazionalizzazione: è necessaria una Politica che parli il linguaggio della modernità. Infine: meno regole, ma più stringenti, e automaticità degli incentivi e della maggior parte delle politiche pubbliche contro l’eccessiva e clientelare intermediazione politica. Di tutto ciò vorremmo discutere il prossimo 5 marzo, in uno spazio di confronto e riflessione libero da condizionamenti, lontano dalle logiche della ricerca del consenso ad ogni costo, teso ad offrire spunti e contributi ad un Mezzogiorno che non intende rassegnarsi ad un destino di cupo e ineluttabile declino.

Fondazione Mezzogiorno Europa

Fondazione Farefuturo

La cura del Ssn

Una riflessione sul modello di assistenza sanitaria e le priorità di intervento – anche alla luce della manovra economica – per l’introduzione del federalismo fiscale, la sostenibilità e il finanziamento del Ssn.

Questi gli argomenti al centro del convegno “La cura del Ssn. Priorità di intervento”, che si svolgerà martedì 8 giugno 2010 a Roma, alle ore 10.00, presso la Sala Capranichetta (Piazza Montecitorio). L’iniziativa, organizzata dalle Fondazioni Farefuturo e Italianieuropei in collaborazione con
Iapg – Italian American Pharmaceutical Group, verrà aperta da Mario Ciampi, direttore di Farefuturo, Andrea Peruzy, segretario generale di Italianieuropei, e Claudio Carpentieri, coordinatore dello Iapg.

La discussione prenderà l’avvio dalla presentazione dello Studio Ceis Tor Vergata La sanità e i farmaci in Italia: le anomalie, i problemi, le possibili soluzioni, rappresentazione sintetica e sistematica dei principali problemi del Servizio Sanitario Nazionale realizzata da Vincenzo Atella, professore di Economia presso il Ceis Tor Vergata – Facoltà di Economia di Roma Tor Vergata, e dal dottor Lorenzo Carbonari, sui cui si confronteranno studiosi e addetti ai lavori, tra i quali Pierfrancesco Dauri, direttore Uoc Anestesia e rianimazione Ospedale Cto “Andrea Alesini” di Roma e presidente dell’Associazione Faresanità, Lorenzo Sommella, direttore sanitario Azienda ospedaliera San Filippo Neri di Roma, Claudio De Vincenti, professore di Economia Politica presso la Facoltà di Economia di Roma La Sapienza e consigliere di Amministrazione dell’Aifa, Sabina Nuti, direttore del Laboratorio Management e Sanità (MeS) della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Dino Cosi, direttore generale dell’Ordine Provinciale di Roma dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, e Pierlugi Russo, Ufficio OsMed e attività di Hta Agenzia italiana del Farmaco Aifa. Le conclusioni saranno affidate a Cesare Cursi, presidente Consulta Nazionale Politiche Sociali e Sanità Pdl, Ignazio Marino, presidente Commissione d’inchiesta sul Ssn del Senato, e Massimo Scaccabarozzi, presidente dello Iapg.

In allegato gli Atti del convegno.

 

Oltre il Pil

 Martedì 11 maggio presso la Sala delle Conferenze di Palazzo Marini in via del Pozzetto 158, la fondazione Farefuturo organizza il convegno Oltre il Pil: i nuovi indicatori del benessere e la sostenibilità dello sviluppo.

I lavori si svolgono dalle 10.00 alle 12.30; intervengono: Mario Ciampi, direttore di Farefuturo, Kazuiko Takeuchi, vice rettore Università delle Nazioni Unite, editor-in-chief della rivista scientifica internazionale Sustainability of Tokyo, Fiorella Kostoris, Professore ordinario di Economia, presso l’Università “La Sapienza” di Roma e presidente comitato “Pari o Dispare”; Mario Baldassarri, senatore PdL e presidente Associazione Economia Reale; Fabio Orecchini, membro del Centro Interuniversitario per lo Sviluppo sostenibile della Sapienza Università di Roma ed editor della rivista Sustainability Science; Enrico Cancila, responsabile area di ricerca Politiche ambientali Farefuturo; Raffaele Bonanni, segretario nazionale Cisl; Federica Guidi, presidente Giovani Imprenditori Confindustria; Enrico Letta, vicesegretario Partito democratico; Adolfo Urso, segretario generale Farefuturo e viceministro allo Sviluppo economico con delega al Commercio estero.
Conclude Gianfranco Fini, presidente di Farefuturo.

Il futuro made in Italy

 La fondazione Farefuturo e Symbola insieme per il convegno “Il futuro made in Italy. le regole, la missione, la sfida”. L’evento è stato ospitato nella Sala delle Conferenze (Garante della Privacy, piazza Montecitorio 123/A, Roma) il 23 febbraio.

All’incontro saranno presenti, tra gli altri, Ermete Realacci, presidente di Symbola, e il viceministro alle Attività Produttive, Adolfo Urso, segretario generale della fondazione Farefuturo.

Proposte di libertà

 Farefuturo ha curato l’edizione italiana del rapporto Europa, proposte di libertà, elaborato dalla Fondazione spagnola Faes nel suo ventesimo anniversario. Nel volume, l’Istituto presieduto da Aznar analizza le sfide principali che affronta l’Europa, proponendo una serie di misure per fronteggiare con successo le sfide dell’Unione. Dopo la Seconda guerra mondiale l’integrazione europea è stata un successo. Gli obiettivi perseguiti sono stati ampiamente raggiunti: la pace e la sicurezza tra le nazioni europee, la sicurezza per scongiurare la minaccia di un modello totalitario ed espansivo, la libera cooperazione per raggiungere degli obiettivi condvisi dalle nazioni democratiche e la comune aspirazione alla prosperità sulla base della libera economia.