Farefuturofondazione

Farefuturofondazione

Sito ufficiale

Collane Editoriali – Saggi e Ricerche

Tutti i post della categoria "Collane Editoriali – Saggi e Ricerche".

I Brics e noi

Lunedì 28 novembre 2011 alle ore 15, presso la sala delle Conferenze internazionali del ministero Affari esteri – piazzale della Farnesina, Roma, si svolge, alla presenza di numerosi studiosi della materia, la presentazione del rapporto I Brics e noi. L’ascesa di Brasile, Russia, India e Cina e le conseguenze per l’Occidente, a cura di Paolo QUERCIA e Paolo MAGRI. L’incontro è il primo di una serie dedicata alla globalizzazione, in un contesto in cui l’Italia partecipa da protagonista.

Intervengono: Maurizio CAPRARA, Giandomenico MAGLIANO, Adolfo
URSO, Alfredo MANTICA, Federico EICHBERG, Aldo FERRARI
Tavola rotonda con: Luca FRANCHETTI PARDO, Luca TRIFONE,
Pierfrancesco SACCO, Gianmaria GAMBACORTA, Carlo JEAN,
Gianluca ANSALONE, Nunzio MASTROLIA, Giuseppe CUCCHI,
Edoardo CENTORE, Patrizio PAPALINO, Giancarlo ARAGONA,
Antonio ARMELLINI, Mario MAIOLINI

Per motivi di sicurezza, si informa che verrà consentito l’ingresso soltanto a coloro che avranno confermato la propria adesione per fax (06-40044132 ) o per email (info@farefuturofondazione.it) e che si presenteranno muniti di un documento di identità.
Per gli uomini è necessario l’abbigliamento in giacca e cravatta.

 

(dis)fare gli italiani

Luigi di Gregorio, docente di Scienza politica presso l’Università della Tuscia di Viterbo,cura il terzo rapporto realizzato dai ricercatori di Farefuturo.
Il volume è dedicato al senso civico degli italiani, che in questi tempi moderni deve necessariamente confrontarsi con i fenomeni dell’immigrazione e della globalizzazione, come persone e come comunità.

Il nuovo rapporto giunge in un momento particolare, quello in cui sembra più che mai difficile ma doveroso coniugare gli interessi particolari con l’interesse generale al servizio del Bene Comune. Ed affronta il nodo che sta a fondamento dell’identità nazionale e del suo farsi Stato, ancora non sciolto centocinquanta anni dopo l’Unità del Paese.

È ormai chiaro a tutti che l’Europa e l’Occidente, e quindi l’Italia, sono al centro di una crisi strutturale e non meramente contingente, alla quale non si può continuare a rispondere con misure dagli effetti tampone ma solo con radicali riforme che prefigurino un nuovo modello sociale ed economico.

Oggi, l’interesse generale non è la somma degli interessi particolari e non lo sarà mai più, come dimostra l’andamento della manovra, riscritta più volte sull’onda delle corporazioni e dei localismi. Oggi, solo il prevalere dell’interesse generale su corporazioni e localismi può far tutelare ed affermare il Bene Comune. Per farlo, però, occorre che il senso civico degli italiani vada oltre la sua configurazione naturale, oltre la famiglia e il localismo, per dare futuro alla famiglia e al proprio territorio, perché le correlazioni in atto non consentono risposte e soluzioni di “parte”.

Collana Adenauer-Farefuturo

L’esperienza dei workshop organizzati dalla Fondazione Farefuturo con la Fondazione Konrad Adenauer ha dato vita a una collana di pubblicazioni, edita da Rubbettino, arrivata al quinto volume, curata da Mario Ciampi, segretario generale di Farefuturo, e da Wilhelm Staudacher, direttore uscente Kas Roma.

Volume 1:
Valori e Costituzioni nelle democrazie contemporanee. Percorsi e prospettive in Germania e in Italia
Volume 2:
Politica e valori. Persona, società e Stato

Volume 3:
Il futuro del parlamentarismo in Germania e in Italia

Volume 4:
Bioetica e biopolitica. Persona, società e Stato

Volume 5:
Il futuro della democrazia

Proposte di libertà

 Farefuturo ha curato l’edizione italiana del rapporto Europa, proposte di libertà, elaborato dalla Fondazione spagnola Faes nel suo ventesimo anniversario. Nel volume, l’Istituto presieduto da Aznar analizza le sfide principali che affronta l’Europa, proponendo una serie di misure per fronteggiare con successo le sfide dell’Unione. Dopo la Seconda guerra mondiale l’integrazione europea è stata un successo. Gli obiettivi perseguiti sono stati ampiamente raggiunti: la pace e la sicurezza tra le nazioni europee, la sicurezza per scongiurare la minaccia di un modello totalitario ed espansivo, la libera cooperazione per raggiungere degli obiettivi condvisi dalle nazioni democratiche e la comune aspirazione alla prosperità sulla base della libera economia.

Fare Italia nel mondo

 A vent’anni dalla caduta del muro di Berlino, il mondo appare ancora lontano da un equilibrio stabile. Né il modello unipolare fondato sull’egemonia soft americana, né l’utopistica governance mondiale basata sul trasferimento di sovranità verso le organizzazioni multilaterali hanno saputo generare un nuovo sistema internazionale capace di produrre sicurezza, sviluppo e prosperità condivise. Una delle cause d’instabilità è il continuo processo di rapida redistribuzione della potenza politica ed economica che, aggravato dalla turbo-globalizzazione degli anni novanta, ha contribuito non solo a provocare l’attuale recessione mondiale, ma anche ad aggravare la crisi della coesione politica dell’Occidente.

Tuttavia, negli ultimi anni si è potuta osservare un’inversione di tendenza. Dopo gli attentati dell’11 settembre 2001, ma ancora di più dopo l’inizio della crisi economica mondiale, gli Stati sono ritornati progressivamente al centro delle relazioni internazionali sia politiche sia economiche permettendo di ipotizzare il ritorno a una qualche forma di equilibrio basato sui rapporti tra grandi potenze e alleanze. In campo economico, nel corso del 2008 gli Stati sono dovuti intervenire massicciamente per evitare che la crisi divenisse depressione. Nel mondo post-globale che si sta delineando, l’Italia deve prendere coscienza del proprio ruolo di media potenza inserita in un contesto mondiale fluido e incerto, accettando i limiti della propria condizione ma preparandosi anche a coglierne le opportunità.

Il presente Rapporto non mira semplicemente a descrivere le condizioni del pianeta in cui ci troviamo. Ambisce a individuare gli interessi nazionali del nostro Paese e a orientarne le scelte sul terreno decisivo della politica estera. Stando alle sue conclusioni, l’Italia deve occuparsi maggiormente della politica internazionale, dedicare più risorse all’internazionalizzazione economica, manifestare più coraggio e consapevolezza nell’inviare i suoi militari nelle aree di crisi, intensificare la propria azione di cooperazione allo sviluppo e investire con determinazione nell’esportazione della propria cultura. Un contributo fondamentale per chiunque intenda arginare la filosofia del declino inesorabile del nostro Paese attraverso il rilancio dell’azione dell’Italia nel mondo.